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I nani di Karak-Dun non regalano armature. Le vendono, le commissionano, le ereditano; regalarne una è un atto che nelle loro consuetudini ha un nome e comporta un obbligo per chi la riceve.
Questa è stata regalata, e il fatto vale più dell'oggetto.
Cerimoniale#
Va detto chiaramente perché altrimenti si immagina la cosa sbagliata: non serve a combattere.
È pesante oltre il ragionevole, la visiera limita il campo visivo, e le lamine incise sul petto e sulle spalle aggiungono peso senza aggiungere protezione. Un'armatura da guerra è funzionale e brutta; questa è il contrario.
Serve a essere guardata, in una sala, mentre qualcuno parla.
I simboli#
Quelli della ribellione, e li hanno scelti i nani.
È la parte che Harukh non ha chiesto e che non ha potuto rifiutare: un dono si accetta com'è. Sulla piastra pettorale c'è la serpe; sulle spalle, due incisioni che a Karak-Dun significano debito saldato e che nelle terre umane non le legge nessuno.
Quante volte l'ha messa#
Poche, e ogni volta perché non metterla sarebbe stato un affronto a chi gliel'aveva data.
Chi lo conosce dice che la tiene in vista e non la lucida.