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La Gilda dei Mercanti non possiede quasi navi: assicura quelle degli altri, e questo le rende più che possederle. La Terza Parte è l'eccezione, ed è un'eccezione voluta.
I tre registri#
Il nome viene dal Triplo Profitto, la regola fondativa della Gilda: ogni transazione deve beneficiare il venditore, il compratore e la comunità.
A bordo la regola è materiale. Ci sono tre registri, tenuti da tre persone diverse che non si passano le pagine: uno annota che cosa è stato caricato e a quanto; uno che cosa è stato scaricato e a quanto; e il terzo — che è quello che i mercanti stranieri trovano assurdo — annota che cosa il porto ci ha guadagnato.
Alla fine di ogni viaggio i tre vengono confrontati davanti al Consiglio dei Dieci.
A che cosa serve davvero#
A far vedere. È una nave di rappresentanza, e la Gilda non lo nasconde: fa un giro l'anno, tocca i porti principali, e in ciascuno resta il tempo di far salire a bordo chi conta.
Quello che si porta via non è un carico. Sono le Lettere di Credito, che dopo una visita della Terza Parte cominciano a essere accettate anche dove prima si trattava in contanti.
Il capitano#
Lo nomina il Consiglio dei Dieci e dura un viaggio solo.
Nessun capitano della Terza Parte ne ha mai fatti due, e la ragione, nei regolamenti della Gilda, è scritta senza imbarazzo: perché una nave che porta il nome di una regola non deve diventare la nave di qualcuno.