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A Regula molti credono che Asmodeus abbia lasciato nel Patto una profezia:
«Nel cinquantesimo anno, il debito sarà pagato o tutti i debitori pagheranno. Non c'è terza via.»
Non è una profezia. È l'articolo che descrive la scadenza.
Perché suona così#
Perché è scritto così. La clausola avrebbe potuto essere redatta nel linguaggio del resto del Patto — termini, importi, modalità — e invece è in versi, con una cadenza e una chiusa.
Chi ha lavorato sul testo fa notare che è l'unico articolo dell'intero documento formulato in quel modo, e che un contratto che cambia registro in un punto solo lo cambia per una ragione.
L'effetto#
Una clausola si legge, si discute e si prepara. Una profezia si teme.
Cinquant'anni di timore hanno prodotto, a Regula, una popolazione che considera il 553 AE una fatalità invece che una data di adempimento — e una fatalità non si negozia.
La posizione della Chiesa#
Il Sommo Gerarca ha stabilito in più Responsi che l'articolo è un articolo e va trattato come tale.
Non è servito. La formula continua a circolare come profezia, e chi la ripete non l'ha quasi mai letta nel contesto in cui sta.
Asmodeus, osservano quelli che il testo lo hanno letto, non è un veggente: è un avvocato.