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La Compagnia del Fardello
K

Personaggio non giocante · La Compagnia del Fardello

Kano

Il Brawler di Strada

Detto anche La Mano di Ember

Lottatore di strada di Pavò e allievo di Ikaris, convinto che si debba colpire per primi; arrestato ad Arkanum per aver coperto la ritirata durante l'evasione dalla prigione.

Razza
Umano
Età
20-25 anni (550 AE)
Origine
Pavò
Affiliazione
Ordine della Serpe (dojo di Callam)

La vita di Kano è stata una continua formazione nella violenza e nell'improvvisazione, forgiata nelle dure strade di Pavò. Il suo tempo è stato dedicato a padroneggiare la filosofia del "colpire per primi", un'etica brutale che governa ogni sua interazione. Fu reclutato da Ikaris e dalla Compagnia del Fardello poco prima dell'infiltrazione nel carcere, una missione che consolidò la sua reputazione di combattente estremamente zelante ed efficace. Per sua natura, è un uomo di azione impulsiva, convinto che l'azione sia sempre superiore alla pianificazione.

Il suo coinvolgimento nella fuga, volta a liberare figure importanti come Zarion, rapidamente degenerò nel caos. Incaricato di creare una diversione, Kano eseguì l'ordine con eccessiva fervevolezza, lanciando ordigni incendiari artigianali che causarono un incendio importante nel cortile. Mentre gli altri si davano alla fuga nel caos, Kano rimase indietro per coprire la ritirata, un impegno che alla fine portò alla sua cattura da parte della Guardia Cittadina di Arkanum. Attualmente è detenuto in una cella di detenzione, accusato di incendio doloso e di aver favorito una fuga di massa.

Nonostante sia accusato di reati, la sua lealtà rimane saldamente legata a Ikaris e agli ideali dell'Ordine della Serpe. Non ha la minima idea delle bugie protettive del suo maestro, secondo cui è solo un orfano ingenuo che "medita sulla montagna", e se messo alle strette da un interrogatore, rischia di contraddire questa narrazione, peggiorando ulteriormente la sua precaria situazione. Le cicatrici visibili sulle sue braccia non sono vecchie ferite; sono bruciature fresche, prova del "ritorno delle fiamme" dai cocktail Molotov che ha utilizzato durante il disperato tentativo di salvataggio.

È un uomo definito dalla sua presenza fisica: la corporatura robusta di un combattente, la tensione innata di un guerriero e la costante prontezza delle sue mani, sempre avvolte in bende protettive. Il suo atteggiamento è silenzioso e diretto; parla raramente, preferendo il linguaggio concreto dell'azione all'ambiguità delle parole. La sua presenza nelle celle della Guardia Cittadina, in attesa di giudizio, lo rende un elemento volatile e pericoloso, legato al suo stesso forte senso del dovere e al calore persistente della ribellione.

Aspetto (canone del Libro II)#

  • Giovane umano dalla pelle scura, atletico, testa rasata e lineamenti netti.
  • Avambracci segnati da cicatrici e ustioni; polsi fasciati.
  • Tunica smanicata color terra, pantaloni scuri rattoppati e stivali robusti.
  • Porta un piccolo serpente metallico al collo.

Dove compare

Nel mondo